Archivio annuale 29 Settembre 2010

lavaggio parti auto e moto

Lavaggio ad ultrasuoni carburatori e iniettori

Lavaggio parti in lega e metallo automobili e moto

La pulizia ad ultrasuoni di piccoli e grandi carburatori e di oggetti con forma complessa e cavità nascoste.

Il tipo di energia e di onda ultrasonica generata in multifrequenza da 25 a 45.000 oscillazioni al secondo crea un forte effetto di cavitazione e una uniforme vibrazione meccanico – molecolare la quale distacca, elimina e disintegra, in modo rapido quanto efficace, lo sporco più resistente, ad esempio il residuo di grasso denso, croste e olio, distaccanti chimici e carbonizzazioni, sporco che generalmente resta ben ancorato nelle superfici
che appaiono così difficili da vedere, da raggiungere e da pulire.

Tra questi i sottosquadra, i fori filettati ciechi, gli orifizi, i tubetti di raffreddamente, la zona a lamelle di scambiatori di calore e radiatori autovetture, le facce di stampaggio, e le zone interne di molti oggetti e particolari meccanici di alta precisione.
Le potenti e uniformi bollicine di cavitazione riescono a rimuovere all’istante ogni velo di olio, grasso, grafite e calamina, residui pesanti da rimuovere con raschietti e attrezzi.
Ultrasonic cleaners made in italy
Tipica è l’applicazione di pulitura di carburatori di attrezzature da giardino, quali soffioni e tagliatrici motosega per erba e fogliame, attrezzi di uso comune per il giardinaggio. Ma anche contatori acqua e relativa centralina elettronica di comando, tipico del settore Irrigazione e alimentazione rete idrica civile e industriale.

Con le lavatrici digitali pulse sweep degas si evidenzia da vent’anni una incredibile superiorità di finitura usando queste nostre macchine di lavaggio ad ultrasuoni che sono frutto di studio e tecnologia, tutta da noi certificata Made in italia.

Senza utilizzare mai più solventi tossici e liquidi corrosivi, l’intera operazione di pulizia ultrasonica termina in tempi molto veloci e rapidi, in maniera completa e automatica, e tutto grazie al fatto di lavare con una lavatrice ad ultrasuoni MArca ULTRASUONI.

Con i nostri Generatori Digitali si possono trattare più pezzi e parti metalliche alla volta con una precisione che vi stupirà per quanto sia facile, economica rispetto ai trattamenti fatti manualmente. Con le macchine ad ultrasuoni progettate su misura nelle fabbriche della Ultrasuoni Group è possibile pulire componenti, utensili, meccaniche tornite e lappate, oggetti di differente dimensione e tipologia varia e diversa.

Si possono lavare ad ultrasuoni tutti i vostri pezzi in ogni metallo, plastica termoindurente o termoplastica, ceramica e allumina, resina e poliuretano, vetro e prismi per ottica, cuscinetti tipo euroball e molto altro tipi di superfici, pezzi meccanici e componenti per automotive e per il settore delle corse sportive (campionati mondiali moto da corsa e gare di motocross).

Particolare ottimizzazione di pulizia si sono ottenute su bielle moto, testate motori di auto e di generatori diesel, di iniettori auto, di pistoni sia di autovetture che motociclette da competizione.

pulizia bielle motore

Lavaggio motori a ultrasuoni

Ulteriore applicazione delle lavatrici ad ultrasuoni nel settore meccanica, auto e motociclo.

La biella, parte importante del core del motore di una moto da competizione mondiale, di una importante casa italiana che produce motocicli sono state lavate don le nostre macchine ad ultrasuoni in tempi molto rapidi, pochi secondi sono stati sufficienti a dimostrare l’efficacia pulente su questi particolari meccanici di grande delicatezza e dalle caratteristiche uniche al mondo per quanto riguarda robustezza e lavorazioni speciali a controllo numerico a cui vengono sottoposti nelle macchine operatrici in produzione.

Siamo contenti di questo grande risultato nel Motomotive, un settore di rilievo per le case produttrici nazionali che nulla hanno da invidiare a quelle straniere, anzi, forse possono insegnare per quanto concerne qualità e vittoria nelle competizioni mondiali di moto enduro, regolarità e cross.

Moto Italiane leader mondiali

grandi impianti di lavaggio

Il rumore

VALUTAZIONE DEL RISCHIO RUMORE NEGLI AMBIENTI DI LAVORO
D. Lgs. 81/2008 – Titolo VIII CII

Protezione dei lavoratori contro i rischi di esposizione al rumore durante il lavoro.
Sicurezza e prevenzione sul lavoroIl D.L.gs. 9 aprile 2008, n. 81 (Testo Unico sulla Sicurezza del Lavoro) entrato in vigore il 1 gennaio 2009, ha definito gli obblighi di valutazione e gestione del rischio rumore, dando attuazione della direttiva 2003/10/CE relativa all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (rumore). Il limite di esposizione è oggi definita in Dba  chein termini di potenza sonora, è pari a -3 decibel assoluti rispetto alla precedente soglia di 90 del Decreto 277.

Circa un decimo dei lavoratori in Europa è esposto a livelli di rumore che potrebbero essere potenzialmente dannosi, e questo si valuta per almeno un ottavo dell’orario di lavoro. La probabilità del rischio potenziale, a volte, esula da chi lavora esclusivamente nelle industrie pesanti come la cantieristica della meccanica pesante, navale, fonderia degli acciai speciali. In teoria il rumore può rappresentare un problema in diversi ambienti di lavoro, in fabbrica come in cantiere e nelle aziende agricole. Inoltre, l’udito e l’orecchio umano, rappresenta un problema che rientra nelle malattie professionali.

L’emanazione del Decreto legislativo n. 277 ha avuto un ottimo accoglimento sulle aziende perché chiariva gli obblighi specifici che si traducono in una prevenzione dei rischi acustici derivanti dalla esposizione a rumori troppo alti. Il decreto richiede la valutazione del rischio rumore e la predisposizione del Rapporto di Valutazione del rumore come citato dall’ articolo 40.
Come osserva l’ISPESL, è sempre esistita una connessione tra il decreto 626/94 (norma di riferimento sicurezza sul lavoro) ed il D.lgs. 277/91 (norma integrativa sul rischio rumore acustico).

L’entrata in vigore del Decreto Legislativo n.81 2008, in recepimento della direttiva europea 2003/10/CE rende la valutazione del rumore parte integrata del documento di valutazione globale dei rischi sul lavoro per gli addetti.

Il limite di esposizione è oggi di 87 db(A), più basso della precedente soglia di 90 Dba del vecchio decreto. Le verifiche fonometriche negli ambienti di lavoro vanno effettuate ogni volta vengano apportate modifiche al ciclo produttivo.

Decreto legislativo n. 81/2008, Tit. VIII Rischi Fisici Capo II
Protezione dei lavoratori contro i rischi di esposizione al rumore durante il lavoro in vigore dal primo Gennaio 2009.

La nuova legge fissa un valore limite di esposizione e due valori di azione:

Livello di esposizione
giornaliera
al rumore
(Lex/8h) in db(A)
pressione acustica di
picco
ponderata C
valore
inferiore di azione
80 112 Pa
pari a 135 db(C)
valore
superiore di azione
85 140 Pa
pari a 137 db(C)
limite
di esposizione
87 200 Pa
pari a 140 db(C)

In adempimento alla nuova legge il datore di lavoro elimina i rischi li riduce al minimo e, in ogni caso, a livelli non superiori ai valori limite di esposizione come da articolo 192.

Decreto legislativo n. 277/91 (superato)
Norme riguardanti la protezione dall’inquinamento acustico in ambiente di lavoro. La legge fissa tre soglie di rumore (80, 85 e 90 dbA) che permettono di individuare quattro classi di esposizione al rumore per i lavoratori:

Livello di esposizione
giornaliera
al rumore
(Lex/8h) in db(A)
pressione acustica di
picco
ponderata C
valore
inferiore di azione
80 112 Pa
pari a 135 db(C)
valore
superiore di azione
85 140 Pa
pari a 137 db(C)
limite
di esposizione
87 200 Pa
pari a 140 db(C)

Protezione addetti in repartoLa legge dispone che il datore di lavoro è comunque tenuto a ridurre ragionevolmente al minimo il rumore anche se inferiore alla soglia di 80 Dba. Quando viene superata la soglia di 80 dBA, intervengono disposizioni di informazione e eventuale controllo sanitario periodico,  uso di mezzi di protezione individuali.

Gli obblighi del datore di lavoro e valutazione del rischio rumore

Fonometri professionali ULTRASUONI I.E.

In base all’art. 190 il datore di lavoro provvede a valutazione del rischio rumore presente in azienda al fine di individuare i lavoratori esposti a rumore nocivo e i reparti interessati,  attuando dove serve ed è effettivamente  necessario interventi preventivi e protettivi come da decreto.

I dispositivi di protezione individuale.

L’uso dei mezzi di protezione individuale dell’udito come sono le cuffie, gli archetti e gli inserti auricolari  è regolato dall’articolo 193 del decreto 81/08 che stabilisce la loro obbligatorietà per livelli di esposizione quotidiana al rumore superiori a 80 db e l’obbligo d’uso per livelli superiori a 85. Il  decreto antecedente n. 277 fissava i limiti rispettivamente a 85 e 90.

In base a quanto sopra vi ricordiamo che la ULTRASUONI IE produce e commercializza da 30 anni una gamma di apparecchi fonometrici professionali idonei alla sicurezza acustica e ambientale onde sopperire ad ogni esigenza di controllo del rumore in azienda e nei reparti più interessati alla presenza di rumore in vicinanza degli addetti.